WELLNESS
& MEDICAL SPA
Nutrigenetica

Il nostro DNA determina chi siamo, anche a tavola. Così come il corredo genetico stabilisce il colore degli occhi o la predisposizione a certe patologie, i nostri geni determinano anche l’intolleranza alimentari, la velocità del nostro metabolismo o l’ipersensibilità ad alcune sostanze. Il Biologo Nutrizionista è quindi fondamentale per costruire un regime alimentare realmente personalizzato ed efficace.

I GENI DELLA SALUTE E DEL BENESSERE

All’interno della Wellness & Medical SPA il nostro Biologo Nutrizionista procede ad un’anamnesi dettagliata e, se necessario, all’esecuzione del test genetico specifico per determinare la dieta più appropriata per ogni singolo individuo. I risultati del test, determineranno l’alimentazione perfetta non solo per conseguire perdita di peso, ma anche per prevenire o migliorare – per quanto possibile – patologie come l’ipertensione, il diabete; sapranno indicare quali alimenti eliminare dal regime alimentare e indicheranno lo stile di vita, più sano e rispondente alle reali necessità del nostro organismo proprio partendo dalla tavola.

Il test del DNA, oltre a essere assolutamente preciso, non necessita di essere ripetuto, in quanto il nostro corredo genetico non muta nel tempo, non è influenzato dall’assunzione di farmaci o cibo e consiste in un semplice e veloce prelievo di saliva con un apposito tampone.

Il nostro staff di specialisti di spiegherà come prendervi cura del vostro corpo seguendo una corretta e sana alimentazione, svolgendo esercizio fisico regolare e mantenendo abitudini virtuose, e vi insegnerà ad ascoltare quali sono le esigenze del vostro organismo.

Una serie di test genetici consentono di impostare uno stile di vita “personalizzato”, adeguato alle vostre esigenze, per conseguire uno stato di salute e di benessere duraturi.

  1. Weight control: individua nel DNA del paziente le varianti genetiche che determinano una predisposizione all’aumento di peso, al fine di definire strategie alimentari personalizzate sulla risposta ai nutrienti introdotti, per ritrovare il peso forma e mantenerlo nel tempo.
  2. Salute cardiovascolare e metabolismo dei lipidi: verifica la predisposizione genetica all’ipertensione e all’accumulo di grasso nelle arterie, così come la presenza di varianti del gene che regola, a livello ipotalamico, l’appetito e la percezione del senso di sazietà. È consigliato a coloro che soffrono di ipertesione o di diabete, a persone affette da ipercolesterolemia o con problemi vascolari, e a coloro che abbiano familiarità con tali patologie.
  3. Salute delle ossa: è un test consigliato in particolare alle donne di corporatura esile, forti fumatrici o che hanno avuto una perdita di peso significativa. L’osteoporosi infatti rappresenta la malattia metabolica dell’apparato scheletrico più frequente, caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della microarchitettura, e aumenta significativamente la probabilità di incorrere in fratture. Il test per la salute delle ossa consente di stabilire la quantità e la qualità dei nutrienti per migliorare il metabolismo e diminuire la possibilità di incorrere in fratture.
  4. Metabolismo sull’omocisteina: l’omocisteina è una proteina che deriva dai processi metabolici di trasformazione del cibo. Alti livelli di omocisteina nel sangue costituiscono un fattore di rischio cardiovascolare cd. Indipendente: in altre parole, l’accumulo di omocisteina nel sangue può comportare una predisposizione a ictus o infarto anche se non sono presenti altri fattori di rischio. Controllare dunque la predisposizione genetica all’accumulo di omocisteina, adattando la propria alimentazione di conseguenza, costituisce un importante fattore di prevenzione.
  5. Risposta Infiammatoria: Anche i processi infiammatori sono regolati da geni che, se presenti in una variante sfavorevole, possono mantenerli attivi più del tempo necessario, trasformandoli in situazioni croniche. Il test per la risposta infiammatoria consente di verificare la predisposizione genetica alla cronicizzazione dei processi infiammatori e, se il caso, permette di studiare un’alimentazione equilibrata ad hoc, combinata con opportune vitamine e sali minerali allo scopo di ridurre i processi infiammatori cronici.
  6. Stress ossidativo: il Test Antiaging permette di valutare le potenzialità genetiche del paziente a svolgere le attività antiossidanti, responsabili della risposta dell’organismo verso i radicali liberi. L’eccesso di Radicali liberi causa l’invecchiamento precoce della pelle e dei tessuti così come dell’ispessimento delle pareti di vene e arterie, con un aumento della probabilità dell’insorgere di malattie cardiovascolari. Un regime alimentare personalizzato, basato sui dati genetici del test dello stress ossidativo antiaging, permette di stabilire la quantità e la qualità dei nutrienti per migliorare la capacità detossificante e antiossidante dell’organismo, rallentando i processi di invecchiamento.

A TAVOLA SENZA PENSIERI

Cefalee, senso di gonfiore addominale, disturbi intestinali, stanchezza immotivata e persistente … le intolleranze alimentari si nascondono dietro una molteplicità di sintomi e, spesso, non è semplice diagnosticarle. Un test genetico, invece, è in grado di determinare con precisione, senza bisogno di venire ripetuto nel tempo, senza essere influenzato in alcun modo da farmaci o sostanze assunte prima del test, se il nostro organismo è intollerante a un elemento, e a quale.

I test delle intolleranze alimentari devono sempre essere preceduti e accompagnati da una visita specialistica che coinvolge il nutrizionista e, in alcuni casi, anche l’allergologo o il gastroenterologo.

  1. Predisposizione alla celiachia: la celiachia è una patologia autoimmune causata dall’incapacità dell’organismo di digerire il glutine che può avere, se non diagnosticata, conseguenze anche gravi. Il test genetico sulla predisposizione alla celiachia ha un valore predittivo negativo, ovvero il non riscontro delle varianti genetiche d’interesse esclude quasi totalmente la possibilità di sviluppare, nel tempo, la celiachia. La presenza, al contrario, di una o più varianti sfavorevoli documenta la predisposizione genetica allo sviluppo della malattia e, dunque, richiede un’approfondita analisi sierologica, indispensabile per verificare o meno la presenza del disturbo. Essere predisposti alla celiachia, infatti, non significa essere celiaci.
  2. Intolleranza al lattosio: è la più comune intolleranza enzimatica, causata dall’incapacità di digerire lo zucchero presente nei latte e nei suoi derivati. L’incapacità dell’organismo di produrre un enzima, chiamato lattasi, fa sì che il lattosio – lo zucchero presente nel latte -, non venga digerito e provochi, a livello intestinale, una serie di disturbi quali nausea, crampi addominali, disturbi intestinali, meteorismo, rash cutanei, senso di gonfiore. Il test genetico per l’intolleranza al lattosio indica se il paziente presenta o potrà sviluppare una riduzione primaria dell’enzima lattasi.
  3. Intolleranza al fruttosio: Il fruttosio è lo zucchero presente naturalmente nella frutta e nella verdura. Viene metabolizzato dal fegato, nei reni e nell’intestino. I soggetti intolleranti presentano un difetto nell’enzima che lo digerisce e possono presentare una patologia nota come intolleranza ereditaria al fruttosio, che impedisce loro di assumere frutta e verdura, oppure un problema di malassorbimento del fruttosio, che spesso si rivela transitorio. L’intolleranza al fruttosio si manifesta in età infantile e, se non diagnosticata, può portare conseguenze alla salute anche di grave entità.
  4. Sensibilità alla caffeina: la caffeina è un alcaloide naturale rinomato per le sue proprietà stimolanti ed è presente nel caffè, nel tè e nella cioccolata. Uno dei suoi effetti più conosciuti è la capacità di agire come eccitante in grado di ritardare temporaneamente la sensazione di fatica, di migliorare i riflessi e la capacità di concentrazione, e ha inoltre una blanda azione analgesica. Nell’organismo viene metabolizzata da un enzima prodotto da un gene che ne regola la metabolizzazione, in maniera lenta o veloce. La consapevolezza di una metabolizzazione lenta della caffeina permette, regolandone e limitandone l’assunzione giornaliera, di evitare l’insorgenza di patologie, incluso un aumento significativo del rischio di infarto.
  5. Sensibilità all’alcool: La sensibilità all’alcool nasce dall’incapacità di metabolizzarlo correttamente a causa di un difetto genetico che limita la produzione degli enzimi epatici coinvolti nel processo di digestione. I sintomi più comuni di sensibilità all’alcool sono congestione nasale e arrossamento della pelle, e in alcuni casi può essere associata alla sensibilità ai solfiti. In caso di accertata sensibilità all’alcool è necessario adottare uno stile alimentare adeguato.
  6. Sensibilità ai solfiti: i solfiti sono sostanze spesso utilizzate nell’industria alimentare per evitare lo scolorimento degli alimenti o impedire la crescita di microorganismi. Questo li rende molto diffusi, e il rischio di ingerirli è pertanto molto alto. Normalmente sono ben tollerati e utilizzati in dosaggi tali da non creare alcun problema di salute ma, nelle persone predisposte geneticamente all’ipersensibilità ai solfiti, anche l’assunzione di quantitativi modesti può innescare reazioni di bassa tollerabilità, come ad esempio broncospasmo o altre reazioni allergiche. L’ipersensibilità ai solfiti viene considerata anche fattore di rischio per alcuni tipi di cancro.
  7. Sensibilità al nichel: il nichel è un metallo pesante resistente all’arie a e all’acqua. Viene utilizzato nella fabbricazione di articoli di bigiotteria, accessori moda metallici in genere, chiavi, occhiali, stoviglie, monete, ceramiche, coloranti per alimenti, detersivi, saponi e cosmetici come mascara e ombretto. Gli alimenti rappresentano però la maggiore fonte di contatto con il nichel, in particolare i vegetali e le uova. Le reazioni allergiche al nichel possono essere sia cutanee sia sistemiche.

LO SPORT: I TUOI GENI IN CAMPO CON TE

Chi pratica abitualmente sport è consapevole dell’importanza di un’alimentazione bilanciata per sostenere l’organismo durante l’attività fisica. Lo studio del profilo genetico è in grado, in maniera veloce, affidabile e non invasiva, di valutare la presenza di predisposizioni all’allenamento e l’esposizione agli infortuni, in modo da individuare sia il corretto stile alimentare sia il metodo di allenamento più idoneo al singolo sportivo.

  1. Active Sport Performance: tra i processi organici sui quali intervengono i nostri geni è compreso anche il tipo di attività sportiva alla quale il nostro fisico è più predisposto: ad esempio un tipo di allenamento di resistenza piuttosto che di potenza, a un’attività sportiva rispetto a un’altra, sono iscritte nel nostro dna. Con il test genetico, veloce, non invasivo e preciso, è possibile determinare quale attività sportiva è più adatta per il nostro organismo.
  2. Active Sport Injury: questo test del DNA consente di determinare la predisposizioni genetica a eventuali lesioni muscolari, ossee o tendinee, in modo da poter valutare e calibrare l’attività sportiva e gli allenamenti, così come il regime alimentare più idoneo per limitare il rischio di infortuni all’apparato muscolo scheletrico

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